mercoledì 14 settembre 2016

Un'altra sorpresa di Decima: il granchio di fiume, di Tomaso Baldrati

Grazie a Tomaso per aver arricchito il blog con queste belle foto, in un periodo - quello estivo- in cui le notizie dalla Riserva sono scarse e  tutte negative, in particolare per gli incendi.
Mentre tutti i suoi coetanei sono al mare,  Tomaso  non perde occasione per addentrarsi nei luoghi più inesplorati della Riserva di Decima ed a regalare a tutti i lettori del blog questi interessanti servizi. Perciò   ringraziamo il nostro instancabile giovane naturalista e speriamo che continui a lungo questa attività.
Confessa Tomaso che per lui la Riserva di Decima " è un luogo speciale dove ritrovare il rapporto con la natura, spesso messa da parte dalla frenetica vita cittadina. Mi emoziona sempre  passeggiare in mezzo a questi boschi, a questi campi che mi regalano spesso sorprese uniche."


Il  granchio di fiume (Potamon fluviatile Herbst1785) è un crostaceo decapode ( con 10 zampe) di acqua dolce. E' presente nella Riserva in alcune piccole sorgenti  dalle quali sgorga ancora acqua non inquinata. 



Vive in tane scavate lungo le sponde di torrenti e di pozze d'acqua dolce. A volte in aree ristrette convivono anche una decina di esemplari. È in grado di tollerare bassi tassi di umidità: ciò gli consente di lasciare il corso d'acqua e di addentrarsi per decine di metri nell'ambiente terrestre. Durante la stagione fredda è raro trovare esemplari al di fuori delle loro tane. La specie è attiva dalla primavera all'autunno, nei mesi estivi le attività si concentrano nelle ore dopo il tramonto. I suoi predatori sono ratti, volpi,donnole, uccelli, ed, in passato, anche l'uomo lo cacciava perché lo considerava una prelibatezza.





venerdì 2 settembre 2016

Aironi guardabuoi a Decima, foto di Tomaso Baldrati

Piumaggio candido e becco giallo,  l’Airone guardabuoi 
si può avvistare nei pressi di  mandrie al pascolo.  
Si nutre  di cavallette, coleotteri e lucertole ed
 “accompagna” gli animali mentre questi si muovono  
 sul terreno. Può capitare anche di vederlo appollaiato 
su buoi o pecore. Non è un attacco, ma uno scambio 
di favori. L'airone guardabuoi infatti  si nutre anche 
di  parassiti come zecche e mosche emofaghe 
e porta  benefici a chi lo ospita: 
da qui il nome di “Airone guardabuoi”.



mercoledì 10 agosto 2016

Decima: le sorprese della biodiversità

Tommaso Baldrati è un giovanissimo fotografo naturalista, anche abbastanza bravo come si può capire da queste foto; appassionato frequentatore della Riserva di Decima Malafede,   recentemente ha fatto delle escursioni nelle zone più remote e le sorprese sono state tante,  a partire dalla testuggine d’acqua europea e dalla vipera.
Emys orbicularis è l'unica specie di testuggine acquatica autoctona in Italia. Vive in stagni o anse di fiume a lento scorrimento, ed è possibile osservarla mentre si riscalda al sole sulle rive o su tronchi galleggianti. Si nutre di vegetali e di piccoli pesci, anfibi, mammiferi, insetti e altri invertebrati. La testuggine palustre europea deve spesso - anche nella riserva di Decima- competere con esemplari di specie originarie degli Stati Uniti (es. Trachemys scripta elegans o testuggine dalle orecchie rosse) che vengono, con comportamenti irresponsabili, abbandonate in natura.

La vipera è presente nella Riserva, dove si ciba soprattutto di topi e lucertole. Lenta nei movimenti ma in grado di reagire fulmineamente se calpestata o molestata. Il suo veleno è molto attivo nei confronti dei piccoli animali, tuttavia raramente si configura mortale per l'uomo, pur richiedendo soccorso immediato e provocando effetti anche seri. A rischio sono prevalentemente i soggetti esposti alle reazioni allergiche, quelli emotivi, gli anziani ed i malati affetti da patologie croniche, nonché i bambini.

martedì 9 agosto 2016

I gheppi della Torre di Perna a Decima Malafede

La scorsa primavera è stata un'ottima stagione per i gheppi, abbiamo seguito oltre 20 cassette- nido - quasi tutte collocate sui tralicci dell'elettricità- da cui si sono involati più di 60 giovani. Le foto che seguono sono state prese in un nido costruito da una coppia di gheppi in una finestrella della Torre di Perna. Se andate indietro in questo blog potete vedere la foto degli stessi 4 piccoli gheppi appena nati.
Oltre ai gheppi anche diversi allocchi hanno utilizzato le cassette per i loro piccoli.
http://michelepanuccio.blogspot.it/2016/08/breeding-kestrels_7.html

mercoledì 22 giugno 2016

domenica 3 luglio visita alla Solforata di Pomezia

Partecipiamo alla visita guidata organizzata dall'associazione Aetas Aurea
Cerroni insiste per il mega impianto di rifiuti sulla via Laurentina, nel cuore dell'agro romano.
Una ipotesi di mega impianto di stoccaggio e trattamento rifiuti urbani, speciali non pericolosi e speciali pericolosi, con relativi impianti di smaltimento e recupero degli stessi, in via della Solfarata, nel territorio comunale pometino.

venerdì 17 giugno 2016

Cerroni insiste per il mega impianto di rifiuti sulla via Laurentina, nel cuore dell'agro romano.

Una ipotesi di mega impianto di stoccaggio e trattamento rifiuti urbani, speciali non pericolosi e speciali pericolosi, con relativi impianti di smaltimento e recupero degli stessi, in via della Solfarata, nel territorio comunale pometino.
Nonostante il vincolo paesaggistico, non c'è pace nell'agro romano meridionale. Cerroni, il padrone di Malagrotta, vorrebbe realizzare un grande impianto di compostaggio al km 21 della via Laurentina. Un'ipotesi che è stata sottoposta al vaglio della Commissione Ambiente.
I VINCOLI L'impianto è in pieno 'vincolo Bondi' e, parzialmente, ricade anche nel parco di di Decima Malafede Per questo motivo è singolare che, mentre i cittadini all'interno di questi vincoli non riescono a realizzare un portico, altri invece pensano di realizzare capannoni per 40.000 metri quadri.
I RIFIUTI ORGANICI DI TUTTA ROMA - Non si tratterebbe di un impianto di piccole dimensioni. A Solfatara è infatti stato ipotizzato il compostaggio di 240 tonnellate l'anno di rifiuti organici. Vi verrebbe trattato tutto l'umido di Roma proveniente dalla raccolta differenziata: Poi ci sono altre difficoltà legate al progetto come "i vincoli idrogeologici ed i disagi per una mobilità già al collasso sulle vie Ardeatina e Laurentina". Considerati i vincoli, questo impianto non è realizzabile e la conferenza di servizi non dovrebbe neanche essere aperta.
Un video di Folco Quilici "Le Solforate e la Grotta del Fauno"

giovedì 16 giugno 2016

Decima: nelle cassette nido tanti piccoli rapaci

Un ospite inatteso: la civetta
Per la prima volta una delle cassette nido di Decima è stata utilizzata da una coppia di civette. La civetta nidifica tra marzo e giugno. La femmina depone 2-5 uova bianche in piccole cavità tra le rocce, negli alberi, nei muri di vecchi edifici, e le cova per circa 4 settimane. In quel periodo è aiutata dal maschio nella caccia. Dopo un mese o poco più i piccoli lasciano il nido ma diventano indipendenti verso i tre mesi.
Come tutti gli Strigiformi, è capace di ingoiare le prede intere, salvo poi rigurgitare, sotto forma di borre, le parti indigeribili (peli, piume, denti, ossa, guscio degli insetti). Si ciba di piccoli vertebrati e di grossi insetti.
La femmina depone nel nido da 2 a 5 uova bianche
Una civetta adulta
Le uova del gheppio si schiudono dopo un mese di cova; i piccoli vengono imbeccati dalla madre, mentre il maschio procura il nutrimento. I giovani sono in grado di volare dopo circa quattro settimane, ma continuano ugualmente ad essere alimentati dai genitori per un altro po' di tempo. Tra poco più di una settimana i nostri quattro piccoli gheppi della foto prenderanno il volo e lasceranno il nido.