mercoledì 6 gennaio 2010

Uccelli della riserva: l'allocco (Strix aluco)


L'allocco è il rapace notturno più comune nella riserva, dove al tramonto si può ascoltare spesso il suo richiamo caratteristico, una sorta ululato tremolante (più o meno così: huu-huu-huu-uuuuu) con pause di pochi secondi che emette 2/3 volte al minuto. Lungo 40 cm, ha testa grande e rotonda con grandi occhi neri, è più grande e molto più scuro del barbagianni. Stanziale e di abitudini prevalentemente notturne, è attivo dal crepuscolo.
Ha movimenti lenti ed il volo silenzioso, grazie alle piume soffici dal bordo sfrangiato che attutisce l'attrito con l'aria. Caccia sfruttando l'elemento sorpresa e piomba sulle prede senza che queste si allertino; ha un udito eccezionale che gli permette di localizzare prede molto piccole.
Nidifica preferibilmente nel cavo di un albero riparato dalla pioggia, ma si installa anche sotto i tetti e nei nidi abbandonati da altri rapaci, da gazze e cornacchie.
Si riproduce tra marzo ed aprile; la femmina depone da 2 a 4 uova e il maschio provvede al cibo; i piccoli s’involano a 5 settimane dalla nascita.
Una coppia di allocchi occupa un’area di circa 12-20 ettari, anche meno se c’è abbondanza di prede (ratti, arvicole, toporagni, talpe, ma anche uccelli, insetti e lombrichi). E’ un uccello estremamente utile e capace di tenere sotto controllo le popolazioni di roditori.

martedì 29 dicembre 2009

2010 anno della biodiversità, dalla natura una vita migliore


La natura per migliorare la vita. Con questo slogan si aprirà il 2010, anno Internazionale della Biodiversità.
Nel 2010 si chiude il countdown per la biodiversità con l'obiettivo di ridurne la perdita di specie anche se per il momento con risultati inferiori a quelli sperati. L'Unione Internazionale per la Conservazione della Natura (IUCN) chiede una più forte Convenzione sulla diversità biologica per salvaguardare la vita sulla Terra, in tutte le sue forme.
Per il direttore del gruppo Biodiversità dell'Iucn, Jane Smart, "siamo di fronte a una crisi di estinzione: in tutto il mondo sono a rischio il 21% dei mammiferi del mondo, un anfibio su tre, un uccello su otto e il 27% dei coralli."
L'estinzione è irreversibile.
La perdita della diversità naturale che sottende a tutta la vita del pianeta è una grave minaccia per l'umanità, ora e per il futuro. La biodiversità è alla base di tutta la vita sulla Terra. Abbiamo bisogno di azioni concrete e politiche per la conservazione delle specie, per la gestione e il ripristino degli ecosistemi, comprese le aree protette e del paesaggio più ampio, per promuovere l'uso sostenibile delle risorse naturali.

giovedì 24 dicembre 2009

Auguri civettuoli per il 2010


Foto di André Eykenaar da www.steenuil.nl

martedì 22 dicembre 2009

Appello per salvare l'Agro Romano


Foto di MARCO SCATAGLINI
Vogliamo salvare l’Agro Romano dalla sua definitiva distruzione che avverrà se si realizzeranno le previsioni urbanistiche del nuovo piano regolatore.
Non vogliamo che sia stravolto il territorio agricolo della città, ma intendiamo altresì salvarne i suoi paesaggi che sono patrimonio di tutta l’umanità e promuoverne la sua strategica vocazione produttiva.
Sosteniamo l’istituzione dei vincoli paesistici avanzata del Ministero per i Beni e le attività Culturali e dalla Soprintendenza statale di Roma e chiediamo che la Regione Lazio ed il Comune di Roma non ostacolino la salvaguardia di questo straordinario patrimonio ambientale, che è ancora in molte sue parti produttivo e che potrebbe essere valorizzato con progetti non invasivi di agriturismo sull’esempio della Toscana e dell’Umbria.
Chiediamo dunque che vengano apposti gli importanti e decisivi vincoli paesaggistici sui comprensori agricoli ancora miracolosamente intatti: dalle tenute di Pantano Borghese e Pallavicini verso i Castelli romani, i paesaggi delle tenute lungo la via Ardeatina, delle colline del Divino Amore, o ancora l’intatta, splendida valle di Pratolungo (l’unica area che separa Roma dal cemento di Guidonia), oppure ai territori del Tevere e dell’Aniene che sono una garanzia per mantenere l’assetto idrogeologico contro la disordinata espansione in tempi di alluvioni.
Il cemento sta soffocando sempre più la città. Noi diciamo BASTA e lanciamo la Mobilitazione Permanente per la tutela e promozione del nostro patrimonio paesaggistico e culturale.
Per adesioni scrivere a: riservadidecima@alice.it oppure a: Libera.agro@yahoo.it

lunedì 21 dicembre 2009

Corridoio Intermodale Roma- Latina


Il CIPE non ha messo all'odg della seduta del 17/12 il progetto del corridoio. Secondo Maruccio, dell'Italia dei Valori, Ass.re ai Lavori Pubblici,“il governo si ostina a rimandare la presentazione del progetto al Cipe per il finanziamento» e il ministro Matteoli "ritarda il via libera alla Roma Latina perché conta di finanziarla dopo le regionali, puntando a togliere qualunque merito all'attuale amministrazione regionale. Così facendo però anteporrebbe di nuovo i calcoli di partito agli interessi dei cittadini del Lazio, rischiando di non veder partire i lavori di un'arteria che è fondamentale per la viabilità dell'intera regione".
Stralcio dal documento dell’ASSESSORATO AL BILANCIO della Regione Lazio
“Un cambiamento, quello della Pontina, auspicato da anni. Un cambiamento ora attuabile con criteri di sicurezza, ammodernamento, minimizzando al massimo l’impatto ambientale. Una svolta in direzione della intermodalità, ovvero la scelta di costituire un potenziamento reale del trasporto pubblico, tale da permettere la riduzione del flusso di veicoli privati che si muovono su questa direttrice.
Tale intermodalità sarà contestualizzata nel collegamento ferroviario Roma–Pomezia–Santa Palomba, in affiancamento alla nuova Pontina. Inoltre, saranno realizzati nodi di interscambio, destinati a sostenere l’irrobustimento del trasporto pubblico. Compito di Rfi sarà quello di incrementare le corse nel tratto Roma–Latina, al fine di trasferire su ferro una parte significativa del traffico.
La proposta di nuova viabilità
Per il tracciato Roma-Latina è prevista la riqualificazione dell’attuale sedime della Pontina, realizzando un percorso di circa 53 km, che si svilupperà sull’attuale percorso per oltre il 90%, scostandosene solo ad Aprilia e Pomezia dove, scorrendo l’attuale arteria sia in trincea sia tra l’edificato della città, risulta impossibile ogni adeguamento, compresa la semplice realizzazione della corsia di emergenza; da qui la scelta di aggirare i due centri, liberandoli al contempo dal pesante attraversamento.”

venerdì 18 dicembre 2009

Bocciata la caccia in deroga in Veneto



Foto in alto una pispola, sotto una peppola
Salvati da un autentico massacro migliaia di peppole e storni.

Terza bocciatura del Tar alla caccia in deroga che la Regione Veneto insiste ad approvare e terzo ricorso vinto consecutivamente dalle associazioni animaliste ed ambientaliste «contro le delibere "spara Peppole" promosse dall’assessore regionale all’Istruzione e Caccia, la vicentina e cacciatrice Elena Donazzan - si legge nel comunicato della Lega Anti Caccia. Questa è l’ennesima sconfitta che brucerà fortemente sia nel giro dei cacciatori veneti più estremisti che pretendono di sparare agli uccelli migratori protetti, sia ai loro boss rintanati nel vicentino».
Il problema è che questo ping pong (a spese del cittadino, visto che la Regione è un ente pubblico mentre gli ambientalisti le spese se le pagano di tasca loro) potrebbe durare all'infinito: la Giunta cambia qualche parola e fa una nuova delibera, nuovo ricorso, il Tar riboccia e la Regione ricambia la delibera.

mercoledì 16 dicembre 2009

Riserva di Decima: elevata mortalità di rapaci notturni causata dal traffico stradale


A questo barbagianni è andata abbastanza bene: trovato dai guardaparco sul bordo di un strada ferito dall'impatto con un'automobile, dopo due settimane di cure è stato rimesso in libertà.
La mortalità di numerose specie faunistiche come ricci, rospi - talvolta anche faine -per impatto sulle strade con i veicoli in transito, è un fenomeno conosciuto e particolarmente rilevante per alcune specie. Anche i rapaci notturni cadono spesso vittima del traffico. Considerato il grande sviluppo del traffico stradale in tutte le regioni italiane si comprende facilmente l’interesse di una più precisa valutazione dell’impatto di tale tipo di mortalità sulla fauna. D’altro canto, una sistematica raccolta di esemplari rinvenuti morti sulle strade può costituire un sistema di monitoraggio della tendenza delle popolazioni interessate: in zone pianeggianti a maggiore intensità di traffico come il tratto della Pontina che taglia la Riserva di Decima, in media possono venire travolti 1-10 rapaci notturni per anno per 10 Km di strada.
Dai dati rilevati dal Gruppo Piemontese Studi Ornitologici, che ha studiato per anni il fenomeno della mortalità dei rapaci notturni in alcune regioni del Nord, si è notata una forte prevalenza del Gufo comune in maggio e della Civetta in luglio-agosto (epoca in cui i giovani lasciano il nido), mentre Barbagianni ed Allocco sono più frequenti nei mesi invernali.